Piero Taruffi – la Volpe Argentata

Sono ancora tanti gli appassionati e gli sportivi che ricordano le mille imprese di mio padre, Piero Taruffi, soprannominato dai messicani El Zorro Plateado ovvero Volpe Argentata per via dei precoci capelli bianchi, ma soprattutto per l’astuzia con la quale gareggiava. 

Campione di motoclismo, sua prima grande passione, ed in seguito di automobilismo a cavallo degli anni ’30 e ’50, mio padre ha corso per le maggiori case automobilistiche, prime fra tutte la Ferrari, con la quale nel 1957 vinse l’ultima Mille Miglia della storia dell’automobilismo ponendo fine, all’età di 51 anni, ad una lunga e prolifica carriera. La sua vita fu improntata alla ricerca della velocità pura, e grazie alla sua conoscenza ingegneristica, fu notato dallo stesso Enzo Ferrari che decise di ingaggiarlo in veste di pilota-ingegnere agli inizi degli anni ’30.

Mio padre ha partecipato a 41 corse motociclistiche e 136 automobilistiche, tra cui 18 gare del Campionato del Mondo di F1, vincendo nel 1952 il GP di Svizzera al volante di una Ferrari.

Ma la Volpe Argentata non andava veloce solo sui circuiti, ma soprattutto su strada avendo vinto tutte le gare più famose al mondo come la Carrera Panamericana, il Giro di Sicilia, la Targa Florio e la Mille Miglia. Lo stesso Tazio Nuvolari, suo amico-rivale, lo considerava lo stradista più forte al mondo.

In qualità di collaudatore ed ingegnere progettista stabilì numerosi primati del mondo come quello con la Rondine Gilera carenata con la quale, nel 1937, stabilì il nuovo record del mondo sul chilometro lanciato toccando i 274 km/h!

 Per non dimenticare il famoso Bisiluro motorizzato Maserati 4 cilindri di 1720 cm3, in grado di erogare 240 CV, con cui, nel 1952, stabilì un altro record del mondo sulla Fettuccia di Terracina toccando una velocità massima di 313 km/h media record nei due sensi di marcia.

Mio padre fu anche un precursore riguardo il tema della sicurezza, fu il primo pilota di F1 ad indossare un casco semi rigido (inserisci foto mamma con casco) e grazie alla sua professione di ingegnere ed insegnante di guida sicura e sportiva, scrisse libri diventati testi di studio per i futuri piloti.

 Meno nota era la sua competenza e la passione nella progettazione di circuiti in Italia e in Giappone che hanno completato il suo poliedrico profilo professionale. Oltre ai circuiti di Misano Adriatico, Suzuka, Izu, e Funabashi, il lavoro che gli diede maggiori soddisfazioni fu senza dubbio la progettazione del Circuito di Vallelunga che realizzò subito dopo l’addio alle corse.

Nel 2007, in occasione del centenario della sua nascita, l’ACI ha voluto intitolare il circuito a mio padre che oggi porta il suo nome. Questa iniziativa che ha coronato nel miglior modo possibile l’anno dei festeggiamenti per il centenario della nascita della Volpe Argentata si completa con la raccolta di cimeli, coppe, immagini e progetti che l’autodromo stesso gelosamente custodisce all’interno della sala stampa.

L’autodromo Vallelunga “Piero Taruffi”, che oggi ospita test di F1, il mondiale Superbike, le gare dei vari campionati GT e molte altre manifestazioni di rilievo internazionale, è diventato un polo motoristico all’avanguardia con un Centro di Guida Sicura che ci invidiano in molti.

Proprio quello che mio padre sognava un po’ meno di 40 anni fa.

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